Il Blog di Egle e Bebo

racconti, disegni e poesie

La leggenda del Gransasso

No Comments »

ottobre 14th, 2014 Posted 12:09

Viveva un orco sull’ alta montagna del Gran sasso.

Un giorno decise di sdraiarsi sull’ erba e schiacciare un pisolino.

Restò a dormire per tutto l’ inverno.

Finché si immobilizzò e non riuscì più a rialzarsi.

Così diventò pietra e………

ancora oggi c’ è la pietra del Gransasso a forma di uomo gigante sdraiato

che possiamo tutti ammirare con uno sguardo.

L’ amico immaginario

No Comments »

ottobre 14th, 2014 Posted 11:59

C’ erano una volta due bambini uno si chiamava Davide e l’altro Alberto ed erano amici per la pelle.

Un giorno Alberto stava parlando con un suo amico. Davide si ingelosi’ così tanto che si inventò un amico immaginario.

Il mattino successivo Alberto andò a giocare con Davide a casa sua.

Andò da lui ma non lo trovo’, la mamma di Davide avvisò Alberto che era andato al parco a giocare con il suo amico .

Alberto si incuriosì.

Così andò al parco e vide Davide che stava giocando  sull’altalena.

Alberto disse a Davide:- Ma con chi stai giocando Davide?-.

Davide disse che aveva un nuovo amico del cuore e si chiamava Luigi.

Alberto se ne andò e spiegò a sua madre che Davide non voleva essere più suo amico soltanto perché aveva parlato con un  compagno.

Allora la mamma spiegò  che si era ingelosito e allora si era inventato  un amico immaginario.

Allora Alberto andò al parco chiese scusa a Davide e così ritornarono

amici per la pelle per sempre.

Così vissero per sempre felici e contenti.

Il gigante e il piccolo paese

No Comments »

ottobre 14th, 2014 Posted 11:54

In un piccolo paese vivevano dei cittadini molto piccoli che vivevano molto bene.

Un gigante, tutto solo, viveva la’ vicino.

Un giorno decise di visitare il piccolo paese,  quando gli abitanti lo videro si spaventarono  per la sua apparizione, scapparono e urlarono come matti.

Il gigante si dispiacque perché lui sapeva che non era un cattivo, ma era solo un  gigante.

Il gigante dicendo tra se’ e se’:- Perché tutti scappano via quando mi vedono? Io non sono cattivo!-.

Il sindaco di quella città sentì quelle parole e si fece commuovere e allora disse ai cittadini:- Non dovete avere paura lui è un gigante buono! Non dobbiamo avere paura!- Ribattè e ripete’.

I cittadini sentendo quelle parole uscirono fuori dai nascondigli e in coro chiesero  scusa al gigante.

Il gigante perdonò subito i piccoli cittadini.

E facendo la pace fecero una grande festa e  il sindaco disse al gigante che li poteva far visita quando voleva.

Così vissero per sempre felici e contenti.

Egle scardino 4/3/2014

Posted in Senza categoria

Pulcino trova il suo talento

No Comments »

febbraio 4th, 2014 Posted 11:29

pulcini primo

C’ era una volta una gallina di nome Sara.

Un giorno Sara covò quattro piccole uova.
In una di queste stava un pulcino che aveva i piedi speciali.

pulcino

Si schiuse il primo , il secondo, il terzo e pian piano il quarto dove stava Pulcino.
Un bel giorno , Pulcino era già grande  e, una volta sentì una mucca e un cavallo che stavano parlando dei loro talenti.

pulcino 3

Pulcino si incuriosì , non sapeva cosa fosse il talento, così andò dalla sua mamma e le disse:-Mamma, mamma che cos’è il talento?-.

pulcino 4

La mamma gli disse :-Il talento e’ una cosa che sai fare molto bene!-.
Il pulcino ribatte’:- Qual è il mio talento?-.
La mamma rispose:- Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee non lo so,  ma un giorno lo scoprirai!-.
Il giorno dopo Pulcino andò dal pozzo magico e disse:- Pozzo dei desideri dimmi qual è il mio talento-.

pulcino 5

-Il tuo talento eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee e’ ballare!-. Rispose il pozzo
Il Pulcino rimase stupito.
Così decise di andare in una scuola di ballo.

pulcino6

-1 2 3- diceva la maestra facendo i passi di danza, ma un brutto giorno  arrivo’ un nuovo maestro di danza  molto severo  che decise di vedere come ballavano per esaminarli.

pulcino 6

Il maestro chiamo’ Pulcino e disse:- Fammi vedere quello che hai imparato!-.
A Pulcino gli tremolavano le gambe per l’ emozione.
Il maestro vide quel bel passo di danza e lo premiò chiamandolo per sempre Ballerello.

pulino9

Così vissero per sempre e per sempre felici e contenti .
Con un  bel premio che Ballerello mise nella sua stanzetta.

pulcino 10

EGLE 3a 15 dicembre 2013

 

 

L’albero Riderello

No Comments »

febbraio 4th, 2014 Posted 11:22

C’ era una volta un albero che sorrideva sempre anche quando era triste e per questo l’ avevano chiamato Riderello.
Aveva occhi a mandorla, era robusto e aveva una chioma folta.

albero 1

Un bel giorno con il sole soleggiato, le nuvole stavano cambiando  di colore infatti diventarono proprio grigie.

albero 2

Da lontano si vedeva un piccolo tornado che man mano che si avvicinava diventava sempre più grande.

albero 3

Il tornado si avvicinò sempre di più all’ albero e  lo mandò nel paese delle nuvole.

 

Dove era tutto di nuvole: le case erano di nuvole, gli alberi erano di nuvole e le persone di nuvole insomma era tutto fatto di nuvole.

albero 4
Un giorno gli uomini fatti di nuvole erano stufi di vivere in un mondo di nuvole.

albero 5

Allora all’ albero venne un’ idea, torno’ sulla Terra per prendere chiodi e legno.

albero 6

Prese legno e chiodi e tornò sulla Terra fatta di nuvole.

albero 7
E così quando tornò costruì tante belle case e quel mondo non fu più triste e così vissero per sempre felici e contenti!
Egle 2014 gennaio 24  3 a

Un taglio di capelli per Federica

No Comments »

febbraio 4th, 2014 Posted 11:08

Una bambina di nome Federica con capelli rossi, una frangetta molto lunga, un viso pieno di lentiggini amava giocare a pallavolo però ogni volta che giocava non vedeva: perché la frangetta  le copriva gli occhi.

federica 1

Si, si poteva mettere i fermagli però le cadevano sempre.
Un brutto giorno fu ignorata da tutti, andiamo a sentire la sua storia!
Era un giorno di pioggia e la bambina stava andando a pallavolo con sua madre.

federica 2

Arrivarono in palestra e la madre se ne andò e Federica si tolse il giubbotto.

federica 3

La partita incominciò, Giuseppe, l’amico di Federica stava per battere e Federica  schivò la palla.
Incominciò a battere Alessandro il secondo amico di Federica e Federica la schivò di nuovo.
Se la squadra di Francesco vinceva e la squadra di Federica no, erano spacciati.
Un’ altra amica di Federica stava per battere e Federica la schivo’ per colpa della frangia.
Così dopo la partita tutti quanti la ignorarono.

federica 4

E fu per questo che la ignorarono tutti.
Federica ritornò a casa e raccontò tutto ai genitori.
La mamma le disse che si doveva mettere i fermagli e il papà disse di no.
Allora a Federica le venne l’ idea di tagliarsi i capelli.
Il giorno dopo la mamma la portò dal parrucchiere di nome Ciro che aveva occhi marroni e dei capelli bruni.

federica 5

La mamma gli chiese se poteva tagliare la frangia lui disse di si e incominciò.
Con una spazzola e un paio di forbici riuscì e venne proprio bene.

federica 6

Così quando doveva andare a pallavolo la frangetta non le dava più fastidio.
Così visse per sempre felice e contenta.
POESIA
C’era una volta una bambina
con la frangettina.
Perse la partita
e così si tagliò la frangettina
e visse per sempre felice e contenta la bambina.

EGLE SCARDINO 3 A 2014  GENNAIO 18

I colori magici

No Comments »

febbraio 4th, 2014 Posted 10:56

colori 1    Una mattina un bambino di nome Gianmarco con capelli marroni, occhi bruni e con un naso all’ insù doveva comprare una scatola di colori per disegnare perché non aveva più colori.

Andò in edicola e compro’, un paio di colori.

colori 2

Andò subito a provarli, prese il colore rosso e penso’: “voglio una fragola” e nel disegno apparve una fragola.

colori 3

Così Gianmarco capì il potere di quei colori.
Allora decise di portarli a scuola per essere il più bravo nel disegno.
Un bel giorno la maestra decise di fare una gara di disegno.
Come premio per il più bravo la maestra avrebbe appeso il disegno sulla parete bianca, piu’ grande.
Il compito per casa era di prendere un grande foglio e disegnare quello che piu’ piaceva.
Gianmarco disegnò  tanti  bambini che giocavano e si divertivano.

colori 4

Invece Alberto disegno’ un quadro bellissimo.
La mattina seguente fecero vedere tutti i  bei disegni.
E così la maestra avrebbe premiato  il vincitore .
Tutti quanti incrociavano le dita ma tranne Alberto e Gianmarco.

colori 5
Poi la maestra disse a voce alta  che il vincitore era Alberto.

Allora Gianmarco perse la sfida e vissero per sempre felici e scontenti.

I tre cani in fuga

No Comments »

febbraio 4th, 2014 Posted 10:38

In una fattoria viveva un contadino che aveva tre cani, Tommj, Molli e Pongo.

cani 1

Un giorno Tommj, Molli e Pongo si allontanarono dalla fattoria e  andarono in un prato pieno di fiori.

cani 2
Nel campo di fiori arrivò un’ ape, Pongo stava annusando un fiore e l’ape lo rincorse Tommj e Molli lo rincorsero gridando:- Fermati! Fermati!Pongo!-.

cani 3

L’ape li condusse in una casa spaventosa. C’ era la signora Marci, aveva gli orecchini a forma di ragno, il vestito colore nero e le scarpe avevano il tacco fino fino come uno spaghetto. Era bruttissima e cattivissima.

La signora aprì la porta con un suono veramente stonato come un trombone andato a male.
I tre cani erano impauriti e attaccati come cozze  su uno scoglio.
La signora prese i tre cani e  mise quei sacchi di pulci, come li chiamava, in una gabbia.
Pensava a che cosa farci: lasciarli sulla strada, farci delle borse oppure tagliargli la testa e così decise di tagliargli la testa dopo il pranzo.

cani 4

Mentre i signori Marci stavano pranzando, i tre cani si arrampicarono e uscirono dalla gabbia e si infilarono nel camino.

cani 5

Così quando uscirono tutti i tre cani da quella casa orripilante tornarono a casa camminando belli, contenti, felici e sporchi di cenere.

cani 6

Il contadino era molto preoccupato e quando vide delle macchioline si accorse che erano loro:- Sono felice di rivedervi!- disse il contadino, i tre cani abbaiarono saltandogli addosso, il contadino gli disse che erano proprio sporchi assai, i tre cani si guardarono imbarazzati. Il contadino disse:- Bhe fa niente!-. Gli fece un bel bagno per ripulirli per bene.

Giocava e si divertiva.
Ma un giorno il contadino vendette  la sua campagna per sbaglio, pensando che era troppo costosa mantenerla, ma era troppo tardi, i tre cani si dovevano trovare un’ altra casa così si misero in cammino tristi. Non mangiavano da una settimana intera.
Stava piovendo e così i tre cani si dovevano trovare un riparo, videro una grotta , li’ stava un gatto randagio.

cani 7

Il gatto disse:- Chi siete? Dove vivete? Perché vi trovate qui?-. I tre cani risposero:-Siamo
Tommj, Molli e Pongo tre cani vivevamo in  una fattoria che è stata venduta- :-Va bene mi spiegherete dopo, ho già la padrona per voi-. Molli disse:-Sul serio!- rispose il gatto:

 

-Si! Ecco il palazzo per voi, il recinto centocinquantasette bhe ora me ne devo andare:- Perché?- chiese Molli  -Devo fare altre cose importanti. :- rispose il gatto e se ne andò. Dopo la chiacchierata i tre cani, bussarono alla porta e  aprì la signora Lentisnel una signora buonissima, esclamò:-Oh ma che bei cani-.

cani 8

Era la signora Marci travestita. I cani avevano una paura tremenda e così si preparò per  tagliargli la testa ma arrivò il postino e mentre era occupata i cani scapparono.

La signora vide fra le spalle del postino che i tre cani stavano scappando e li inseguì con il motorino e lo mise in carica con pistole e fucili. I tre cani abbaiavano e per ripararsi dalla strega si nascosero in una grotta e dentro la grotta stava il gatto .Il gatto disse:-Che cosa e’ successo?- Pongo rispose:-HHHEeeeeeeeee hhheeeeeeeeeee stava una strega e un postino eeehh….- :- Va bene me lo spiegate dopo-. Disse il gatto:- ora dobbiamo risolvere questo problema-.
Sussurrò il gatto:- allora io uscirò dalla grotta e pspspspspspspsp… tutto chiaro?-. :- Sì!-risposero in coro.
Così il gatto uscì dalla grotta e i cani stavano riparati, il gatto miagolo’:- Miao, miao, miao, miao-.La signora Marci capì che doveva andare dall’ altra parte ma era la strada sbagliata,  andava  al parco  giochi. i tre cani ridevano e pure il gatto:- Ah ah ah ah!-. E subito il gatto li raggiunse e disse:- Hei hei hei, ho già la casa giusta per voi!-. I tre cani risposero in coro :- Davvero!-. :- Si!- rispose il gatto.
Così li condusse in una casa con un bellissimo giardino con rose e fiori di tutti i tipi.

cani 9
I cagnolini condussero il contadino nel bellissimo giardino e lo spinsero per farlo  bussare alla porta, così lui bussò  e davanti a lui stava una bella signora di cui  si innamorò subito.  Si innamoraronoentrambi, vissero inquella casa e i tre cani in fuga avevano di nuovo una casa e un’ altra padroncina.

cani 10
Così vissero per sempre e mai più soli , felici e contenti.

Poesia
I tre cani dovevano incontrare un padrone.
Incontrarono un gattone
ma molto tenerone.
Gli diede una padrona
molto buona.
che sposò un uomo con un cuore d’ oro.

Egle 3 a- 15 dicembre  2013-

La mucca Caterina

No Comments »

febbraio 3rd, 2014 Posted 19:31

C’ era una volta una mucca di nome Caterina che era stonata nel canto, però lei pensava che era la migliore nel canto.

mucca 1

Quando lei cantava le sue amiche le facevano sempre dei complimenti per non offenderla.

mucca 2

Un brutto giorno Caterina andò dal toro Marco che le disse :- Fammi sentire come canti! Se vuoi?-.
Caterina si offrì di cantare e gli fece sentire una melodia.

mucca 3

Finito il canto Marco il toro disse:- Canti proprio male! Dovresti andare a lezione di canto!-.
La mucca rispose:- Ma se le mie amiche dicono che canto benissimo!-.Il toro disse:-Tu non  ascoltare le tue amiche ascolta me che ti dico verità’!-.

mucca 4

 

La mucca si mise a piangere e se ne andò al mare.

mucca 5

Incontrò un polipo che sapeva cantare proprio bene e allora il polipo sapendo della brutta storia della mucca le disse:- Vuoi che ti insegni come si canta?-. La mucca rispose:- Ma certo,grazie-.

mucca 6

Era l’ ultima lezione di canto e la mucca Caterina imparò finalmente a cantare.
Una notte, anzi una bellissima notte le venne un’ idea: fare un concerto con altre mucche.

mucca 7

Era tutto pronto e lo spettacolo si doveva organizzare per il cinque Gennaio, giorno del concerto.
Era il cinque Gennaio e la mucca Caterina era emozionata e, a dire la verità,’ aveva un po’ di paura.

mucca 8

Invitò sua madre e i suoi parenti a vedere il concerto.
La mucca Caterina prese il microfono e iniziò a parlare dicendo:- Caro pubblico e genitori sono felice che siate venuti al nostro concerto………………..-

mucca 9

La mucca iniziò a cantare però non era tanto sicura di se’.
Vide la mamma che le stava sorridendo allora non si fece scoraggiare e iniziò a cantare.

Dopo il concerto Marco disse:- Hai cantato benissimo, potresti fare un altro coro  perché sono il maestro di un coro e, se vuoi, puoi partecipare!?-. La mucca rispose di si.

mucca 10
E così vissero per sempre felici e contenti.